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Il TSO ovvero "Trattamento Sanitario Obbligatorio" è uno dei servizi più delicati, forse anche meno conosciuti, che vede impegnata la Polizia Locale in ausilio al personale medico. In relazione alla particolarità dell'intervento, la legge prevede una precisa procedura per aiutare la persona che si trova in una situazione di forte sofferenza psico-fisica, per es. a causa di una crisi nervosa, che la porta a rifiutare le cure e ad essere anche pericolosa per sè o per gli altri. In questo caso, infatti, la legge consente di obbligare la persona ad accettare le cure e il ricovero. Questo avviene, comunque, nel rispetto di specifiche garanzie a tutela della persona stessa.

Infatti il TSO può essere effettuato solo in presenza di due medici che certificano in autonomia, quindi uno a verifica dell'operato dell'altro, che la persona deve ricevere urgentemente cure in una struttura dedicata, anche contro la sua volontà. A maggior garanzia, il successivo ricovero è disposto solo dopo che il Sindaco ha valutato la documentazione citata e ha sottoscritto l'apposita Ordinanza di esecuzione del richiesto TSO.

Poiché trattasi di un provvedimento speciale, con il quale si agisce, pur temporaneamente, contro il volere di una persona, il provvedimento del Sindaco va inoltrato immediatamente all'Autorità Giudiziaria per le verifiche del caso.
Ai sensi dell’articolo 3, comma 4, Legge 7 agosto 1990, n. 241, contro l’ordinanza di Trattamento Sanitario Obbligatorio, è ammesso ricorso in opposizione al Sindaco firmatario ai sensi della Legge n. 833 del 23/12/1978.

Dopo la convalida del Giudice è ammesso inoltre, ricorso al tribunale competente per territorio con rito abbreviato.