Al termine dell'anno ritengo doveroso ed utile presentare una relazione sull'attività del Consiglio Comunale.
Essa si compone di due parti. Nella prima vengono forniti dati, nella seconda pongo all'attenzione problemi che, a parer mio, si sono evidenziati nello svolgimento dei lavori.
Nel 2007 si sono tenute 41 sedute di Consiglio Comunale per un totale di 165 ore (per il calcolo si è partiti dall'ora di convocazione del Consiglio); la durata media di ogni seduta è stata pertanto di 4 ore.
La seduta più breve è stata quella dell'8 gennaio 2007 (dalle ore 20 alle ore 21,07); la seduta più lunga è stata quella del 15 novembre (dalle ore 20 alle ore 3,25).
Gli atti amministrativi messi in discussione sono stati 98.
Di questi le deliberazioni sono state 61 (comprese quelle rinviate o ritirate); i settori con maggior numero di deliberazione sono l'Urbanistica (17), la Ragioneria (15), la Segreteria generale (15).
Le mozioni poste in discussione sono state 37: 20 quelle approvate, 17 complessivamente quelle respinte o ritirate o rinviate alle commissioni per un riesame.
Le interrogazioni discusse in Consiglio Comunale sono state 43; l'anno si è concluso essendo stata fornita risposta a tutte le interrogazioni presentate.
A queste si devono aggiungere 40 interrogazioni con richiesta di risposta scritta : al 31 dicembre attendevano ancora risposta 14, ma per 7 di queste la scadenza è successiva a tale data. Occorre però far notare che i consiglieri lamentano che molte volte i tempi di risposta non sono rispettati.
Il tasso di presenza del consiglieri alle 41 sedute è stato del 90% circa.
Questo è il quadro delle presenze: Bagnus 39; Barbero 40; Bari 36; Bianco 30; Bolla 25; Bordignon 34; Buttero 38; Chiabrando Andrea 40; Chiabrando Riccardo 29; Cirri 38; Covato 41; Drago 38; Forgia 36; Gaido 35; Ganci 36; Magnano 36; Magrì 38; Manduca 29; Masciotta 36; Negro 39; Passerò 35; Pazè 36; Peres 40; Possetti 37 (subentrata al consigliere Clement); Prola 40; Ras 41; Revel 40; Rostagno 38; Trombotto 39; Tumminello 37; Vercelli 39.
I gettoni di presenza ammontano a € 34.297,16.
A questa attività di deve aggiungere quella delle Commissioni consiliari che hanno tenuto complessivamente 106 sedute (55 nel primo semestre e 51 nel secondo). Il quadro riassuntivo per ciascuna delle commissioni è il seguente:
1^ commissione : 11 sedute; 2^ commissione: 16 sedute; 3^ commissione: 8 sedute; 4^ commissione: 33 sedute; 5^ commissione: 14 sedute; 6^ commissione: 24 sedute.
I gettoni di presenza ammontano ad € 29.936,80.
I dati sopra forniti fotografano l'attività del Consiglio Comunale. Dietro ogni atto c'è l'impegno dei consiglieri comunali per documentarsi, per proporre integrazioni o soluzioni alternative, per sollecitare l'Amministrazione attraverso interrogazioni o mozioni; c'è il lavoro degli assessori e degli uffici competenti.
Fa parte del libero giudizio di ciascuno valutare positivamente o negativamente questo o quell'atto amministrativo, questa o quella mozione o delibera. Una cosa è certa però: fa parte dei doveri e dei diritti dei consiglieri esercitare l'attività di controllo, indirizzo, proposta ed è pertanto importante tutelare e promuovere tali prerogative.
E' solo tenendo ben fermo questo principio che hanno senso le considerazioni che seguono. Si tratta, partendo dall'esperienza, di individuare modalità di funzionamento che rafforzino, come detto, le prerogative e l'autorevolezza. Anche i ragionamenti e le polemiche che si fanno sui costi della politica non possono prescindere dalla sottolineatura che le istituzioni democratiche hanno costi di funzionamento: sta nella responsabilità dei rappresentanti impegnarsi affinché non ci siano sprechi ed i costi siano produttivi. Per quanto riguarda i consiglieri comunali comunque non credo si possa parlare di privilegi.
Detto questo mi pare però che si possa, anzi si debba, discutere sulle modalità con cui il diritto-dovere viene esercitato, perché nelle modalità ci sta anche la possibilità o meno di raggiungere il fine, ci sta l'efficacia dell'agire.
Nel proseguire l'intervento passo, ovviamente, dall'oggettività dei dati alla soggettività del giudizio nel senso che cerco di sottoporre all'esame ed alla considerazione, innanzitutto degli amministratori, i problemi che, a parer mio, sono emersi.
Li raggrupperò in capitoli sottolineando ancora che non sto fornendo ricette, ma indicando problemi e criticità percepiti. Solo in quanto c'è condivisione e discussione si può lavorare per trovare una soluzione.
Il regolamento del consiglio comunale è molto diffuso e garantista, si riscontrano però alcuni passaggi che possono ingenerare(e che di fatto hanno ingenerato) interpretazioni non omogenee creando situazioni di polemica, di conflitto, di contenzioso. In particolare mi pare si corra il rischio di interpretare il regolamento come “gabbia procedurale” più che come strumento di promozione e di garanzia del ruolo attivo dei singoli consiglieri comunali e dei gruppi consiliari. In particolare mi pare si debba riflettere su alcuni punti.
Le comunicazioni, non si è ancora individuata la modalità per renderle effettivamente conformi alle indicazioni del regolamento. Qualche volta si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un estemporaneo parlare su … giustificato dalla opportunità della convocazione del consiglio. Altre volte la comunicazione pare essere utilizzata per anticipare i tempi delle interrogazioni.
Gli emendamenti si è più volte constatato quanto è difficile gestire gli emendamenti (per non parlare dei sub-emendamenti) tenendo conto dei tempi di discussione che impongono e del fatto che sono soggetti alla stessa procedura sia gli emendamenti alle delibere sia quelli alle mozioni; avendo presente che occorre definire se sono formali o sostanziali ed ancora prima il criterio di ammissibilità.
E' indubbio che il problema porta con sé quanto viene enunciato nel punto successivo
Il ruolo delle commissioni consiliari sovente risuona in consiglio comunale o in commissione la frase: “è inutile che si porti in commissione se poi in consiglio riparte il dibattito come se nulla fosse avvenuto prima”. Nella sua immediatezza la frase non ha bisogno di spiegazioni. Esattamente come quelle di chi ribatte: “è vero, ma la delibera ha subito delle modificazioni…in commissione se ne è appena parlato” oppure: “si, ma io non ero in commissione e comunque è il consiglio che delibera ed i consiglieri devono potersi esprimere”. Tali esempi individuano problemi di notevole portata.
Il primo è dato dall'esigenza che l'Amministrazione porti tempestivamente all'esame delle commissioni competenti le proposte di deliberazione (proposte definite il che non vuol dire definitive). Occorre cioè che la commissione non sia vista come un passaggio burocratico necessario per l'inserimento nell'ordine del giorno del consigli comunale. So che il problema non è di semplice soluzione e che l'urgenza non è frutto di mancata programmazione. L'altro punto è la rappresentatività complessiva del gruppo consiliare da parte dei consiglieri che rappresentano il gruppo stesso nelle commissioni. Il fatto che il regolamento preveda una presenza con valore ponderato mi pare dovrebbe servire a trovare una soluzione. Il problema però è più politico che tecnico-regolamentare tenendo anche conto che, nella fattispecie, trenta consiglieri formano undici gruppi consiliari.
Mi pare però che sia evidente che molte delle sospensioni del consiglio comunale sono frutto di questa situazione. E' altrettanto evidente che parte del tempo che fa carico all'istituzione e alla durata dei consigli comunali sia di fatto da addebitare alla mancata consultazione e concertazione in sede politica.
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Indicati questi problemi che so bene non essere gli unici sul tappeto, vorrei soffermarmi su alcuni altri punti che toccano il ruolo complessivo del consiglio comunale.
Incontri formativi – informativi. Sono stati utili gli incontri tenuti dai Revisori del Conto, con la Dirigenza di Acea SpA e di aggiornamento sulla legislazione degli Enti Locali.
Mi pare che si tratti di iniziative che servono non solo a dare informazioni ma anche a rafforzare il ruolo di rappresentanza complessiva del consiglio comunale.
In particolare gli incontri con i revisori del conto e con i rappresenti del Comune in enti ed associazioni servono a rafforzare l'attività di controllo e di indirizzo e devono trovare una intensificazione anche in sede di commissione consiliare.
In questa fase di discussione sul ruolo degli amministratori locali potrebbero essere utili anche confronti con gli amministratori delle città gemellate per verificare ruolo e competenze del consigli comunali in atri contesti europei.
Organizzazione – informazione, rapporti con i cittadini. Nel 2007 non si sono compiuti passi avanti per quanto riguarda la logistica: i gruppi continuano a non disporre di una sede adeguata.
Qualche progresso, anche grazie ai suggerimenti dei consiglieri, si è verificato per quanto riguarda l'informazione e la comunicazione interna.
La ripresa della pubblicazione periodica dell'Amministrazione consente un contatto dei gruppi con i cittadini. La partecipazione dei cittadini al consiglio è invece praticamente nulla: ci sono certamente problemi legati alla scarsa informazione sulle date di convocazione del consiglio comunale, ma il fatto ha radici ben più profonde una domanda è legittima: quale comprensione dei lavori avrebbe il cittadino “normale” che assiste ad una seduta del Consiglio comunale?
Concludo questa nota con un auspicio: il consiglio comunale nel suo complesso, maggioranza ed opposizione, rispecchia gli orientamenti politici presenti in Città. Ritengo che questo debba tradursi anche nella visibilità della rappresentanza del consiglio comunale nei momenti di più alto valore civile, quelli in cui si celebrano le feste nazionali, i momenti di memoria locale e nazionale, le solennità civili, le ricorrenze particolari della città, la partecipazione di questa a particolari eventi. Credo infatti che sia anche compito del consiglio comunale impegnarsi per quella coesione civile e sociale che travalica le diversità politiche.
Le celebrazioni del 60° anniversario della Costituzione possono essere uno stimolo a camminare ed a promuovere iniziative in questa direzione.
10 gennaio 2008
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO